Contaminazioni sonore
Ha fatto molto discutere l'articolo di Gino Castaldo apparso ieri su Repubblica. Una riflessione sul rock ai tempi dei social network.
Sapete che quando c'è da bacchettare i giornalisti della carta stampata che scrivono idiozie (tipo che Kurt Cobain è morto di overdose) non mi tiro mai indietro, dato che sono una personcina nozionistica e tassonomica.
Però stavolta vorrei spezzare una lancia a favore dell'articolo di Gino Castaldo apparso ieri su Repubblica. Quello sulla 'morte del rock' per capirci (così mi è stato segnalato):
"Il grande silenzio del rock 'Questa volta è finita davvero'"
Il pezzo ci ha messo poco a provocare reazioni virulente tra gli amanti del genere. Anche per merito del titolo, che a- non racconta quello di cui parla davvero l'articolo e b- è di quelli che ti fanno mettere il 'mi piace' a prescindere. E non perchè il pezzo 'ti piace', ma per condividerlo indignato - o meglio, indignado - sulla tua bacheca/timeline di Facebook.
Peccato che il giornalista non abbia mai scritto che il rock è morto e che non ci sono più gruppi che fanno rock.
Ammetto di non aver presente la fantomatica età d'oro del rock che il giornalista deve aver avuto in mente mentre scriveva questo articolo (per poterla confrontare con il deserto cosmico attuale), anche perchè forse non ero neanche nata.
Ma in questo pezzo Castaldo ha ragione, e racconta perfettamente quello che sta succedendo. Cerchiamo piuttosto di non illuderci del contrario, cantandocela da soli.
Innanzitutto distinguiamo i due piani del discorso: Usa/Uk vs Italia.
"[...] curiosamente, forse per la prima volta nella storia moderna, non esiste una colonna sonora che racconti di queste nuove esperienze. Il rock? Latita, è assente, così come sta praticamente scomparendo dalle classifiche, lasciando il posto a un dominio pressoché assoluto del pop commerciale. Basta dare un'occhiata alla top 100 di Billboard Usa: Adele, Drake, i Lmfao, Rihanna, Katy Perry e via così tra pop e rap, anche questo del resto da alcuni anni in piena e irrefrenabile regressione commerciale. Prima di trovare qualcosa che assomigli al rock bisogna scendere molto più in basso. C'è il rock d'autore di Florence and the Machine, qualche sussulto firmato Black Keys, ma in generale prevale l'imperativo della dance. Lo stesso in Inghilterra, dove per contro manca lo strapotere del rap: Michael Bublè, Bruno Mars, Adele, Rihanna. Certo, ci sono i Coldplay che tengono bene la posizione e per molti versi si trovano a difendere in prima linea la bandiera del rock, ma non a caso la loro musica è fortemente venata di pop e tutto sommato risulta più organica rispetto alla tendenza generale. Stessa cosa vale per i Grammy, il massimo riconoscimento musicale americano."
Se proprio vogliamo fare una critica a questo articolo, possiamo solo dire: 'ben svegliato Castaldo'!
Ragazzi, ci stiamo indignando a scoppio ritardato: per quanto riguarda il rock, la situazione - a livello mondiale - è stagnante da almeno un decennio a questa parte. E le vendite e le classifiche non c'entrano.
Nessuno, nel 2011, anno della 'grande protesta indignata', ha parlato: nessun gruppo - a livello mondiale - ha raccontato quello che stava succedendo, è un dato di fatto. Forse sbagliamo a pensare che il rock debba raccontare per forza cosa succede nel mondo...ma chi altri potrebbe farlo?
"Mancano idee e progetti, il rock sembra incapace di rinnovarsi, e il vuoto si espande e si scioglie nella dispersione di cuffiette, download e condivisioni social. Il verbo rock, in quanto tale, non sembra più in grado di rappresentare il nuovo, cede il posto alle punte avanzate della tecno, ai lustrini fiammeggianti delle nuove iconiche dive pop. E quel poco che c'è viene puntualmente boicottato"
E se gli States e il Regno Unito sono in crisi, Paesi che sono stati storicamente sempre 'troppo avanti' musicalmente parlando, figuriamoci l'Italia.
Castaldo scrive:
"In Italia ad esempio c'è un certo risveglio rock, ci sono gruppi forti e molto arrabbiati come il Teatro degli Orrori e i Ministri, ma fanno una gran fatica a emergere dalla trama asfissiante del mercato, con le sue rigide regole di imposizione mercantile"
Quindi...dov'è che Castaldo ha detto che non ci sono più gruppi che fanno rock e che il rock è morto? Lo potete leggere voi stessi: ci-sono-gruppi-ma-fanno-fatica a emergere. Dategli torto.
Se vogliamo fare gli scandalizzati, cerchiamo di farlo fino in fondo. E non a intermittenza.
Io mi scandalizzo per chi non compra i dischi, per chi celebra la 'moda rock', per chi non va ai concerti, o per chi va solo a sentire chi 'fa figo', per chi ha bisogno di sertirsi rassicurare su 'cosa è rock' e su cosa non lo è, per chi non compra le riviste - che poi chiudono e tutti le piangono - e per chi non cerca di rimboccarsi le maniche nonostante le difficoltà.
A lamentarci siam buoni tutti.
Paradossalmente oggi che abbiamo più mezzi per scoprire nuovi gruppi, per promuoverli, per comunicare in generale, ci sentiamo limitati dai 'mediacattivichenonpassanorock' e dai 'giornalistichenoncapisconounamazzadimusica'. E protestiamo. Su Facebook.
AVVISO PER I NAVIGANTI
Metto le mani avanti: in questo post ho giudicato questo articolo per quello che è, e non per quello che Castaldo ha scritto in passato. Non mi interessa, e comunque non c'entra niente con il tema di questo post.
Parliamo sempre dell'Italia immagino...il rock qui ha sempre avuto vita difficile. Non è una questione su 'chi non fa', è un problema di 'canali di diffusione'.
Quelli di una volta non esistono più.
I giornali di nicchia come già detto sono ridotti all'osso, sulla tv generalista la musica non c'è più (a parte casi rari), Mtv non è più una 'music television', tanto che ha dovuto creare una rete apposta sul digitale per trasmettere i video.
Unitamente a questo sono cambiate le modalità di fruizione della musica e, parallelamente, c'è stato un vero e proprio degrado culturale che fa piacere così tanto al pubblico i prodotti mediocri a discapito di quelli più meritevoli. Si predilige, anche nella musica, la mediocrità piuttosto che la qualità.
Detto questo: io posso non accendere la tv o la radio, ma le riviste di settore rimaste posso comprarle, i dischi posso comprarli...qualcosa posso fare per creare il MIO mondo, che mi soddisfa. Lo schifo ci sarà sempre...ma se si comprano i dischi meritevoli le classifiche possono cambiare ;-)
Io non mi riferivo solo ai giornalisti della carta stampata, mi riferivo anche a quelli radiofonici e televisivi e a tutti quelli che potrebbero veicolare l'informazione verso un genere/gruppo piuttosto che un altro. Noi possiamo di certo fare grandi cose e già le facciamo, ma in questo siamo molto limitati e conduciamo una lotta impari se quando accendiamo la radio (cosa che io personalmente non faccio più da anni perchè so già quello che mi aspetta) o la TV ci troviamo di fronte l'ultimo singolo di Shakira o dei Modà. Se mi permetti, ai tempi dei Kiss o dei Metallica la situazione non era questa, e se oggi ci troviamo immersi in una realtà diversa la colpa è anche di chi fa informazione tramite giornali, radio, TV, che per decenni ci ha propinato musica di facile ascolto a discapito di altra musica più impegnativa.
La situazione musicale non si può scindere dallo stato in cui versa la cultura in generale, e se oggi in testa alle classifiche di vendita dei CD abbiamo Tiziano Ferro mentre in testa a quella dei libri più venduti abbiamo Fabio Volo deve pur essere colpa di qualcuno, cazzo...
Fino all'altro ieri ci si è riempiti tanto la bocca con il web, che avrebbe rivoluzionato tutto, invece oggi siamo ancora legati indissolubilmente al passato.
Quello di cui mi stupisco io è che nell'era degli iPad, di iTunes, degli iPod, dei blog, di Twitter e dei Social Network in generale, venga data la colpa ai giornalisti 'cartacei' per così dire, se un gruppo non vende, o se non se ne parla, o se non va in classifica.
Le case discografiche 'castranti' ci sono sempre state dalla notte dei tempi, e non credo che band come Metallica o Kiss siano emerse grazie ai quotidiani dell'epoca. Sono emerse perchè all'epoca c'era un modo diverso di fruire e di promuovere la musica, che con il tempo si è persa.
E lo dico a livello globale. A livello di Italia, ahinoi, siamo ancora più indietro.
Le riviste di settore in Italia stanno chiudendo da anni. E molti gruppi non possono più avere la visibilità di un tempo.
Anzichè stare a perdere tempo a dare la colpa a questo o a quell'altro, reagiamo santoccielo (e lo dico da amante del rock e compagnia bella).
Di un gruppo non si parla? Andiamo ai concerti, shariamolo su Facebook, parliamone sui blog, cerchiamo canali alternativi. Il rap italiano ce l'ha fatta così :-D
Perfettamente d'accordo con te e con Castaldo, ma a quest'ultimo contesterei anche un'altra cosa (oltre a quella che gli hai contestato tu). Sul fatto che il problema del rock sia la scarsa visibilità di cui godono quelle band (italiane o straniere) che hanno tanto da dire siamo tutti d'accordo, ma la colpa di questo di chi è se non di Castaldo e degli altri suoi colleghi?
Chi ha parlato male dell'articolo di Castaldo non sa neanche dove sta di casa il Rock. Ha ragione C.
L'ho letto l'articolo di Castaldo...e come dargli torto. Basta guardare un "Mtv Music Awards" per rendersi conto che ormai la "musica diffusa" è solo becero businnes,mancano tutti i contenuti musicali,a favore solo di scalare classifiche. NON C'E SPAZIO PER IL ROCK. E' vero, oggi POP BATTE ROCK 6-0 6-0
Adriano Celentano Non Ti Accorgevi Di Me: presentato "Facciamo finta che sia ver…
Il più grande spettacolo dopo il weekend: X Factor 5 passa da Fiorello con Ariso…
X Factor 5: Jessica Mazzoli, Simona Ventura e il 'Sardinia Factor'
Black Sabbath Reunion: headliner del Gods Of Metal 2012, il 24 giugno all'Arena …
Breaking Dawn streaming: analisi della colonna sonora della saga di Twilight
Canzoni spot 2012: la Fiat Punto e "Let's Party" dei Moody
Riviste Musicali: Max Stefani, ex de Il Mucchio, annuncia una nuova rivista
Sgombero Macao: è tornata la vecchia Milano (ma se n'era andata davvero?)
Anche il Bitte chiude: Milano si prostra al dio denaro senza scombinarsi la messa …
LMFAO in Italia: gli appuntamenti di Milano e Roma con Redfoo e SkyBlu
alle 13:07
Tranz
Beh e per ricollegarsi a quello che GIUSTAMENTE dice MayJake,basta girare canale su VIRGIN RADIO TV, CANALE ESCLUSIVAMENTE DEDICATO AL ROCK, per vedere trasmessi video e musica all'8o\90 % degli anni che furono. Sempre i soliti gruppi triti e ritriti che ormai conosciamo a memoria...e mai,se non raramente, delle novità. Idem vale x la RADIO VIRGIN che trasmette sempre le solite vecchie canzoni. Ma caspita,se ascolti una "normale radio" trasmette\promuove i brani nuovi appena usciti....com'è che loro non lo fanno?
E dopo hanno il coraggio di lamentarsi pure se uno dice che il Rock è morto? Sì è vero,è morto! e voi siete la dimostrazione non proponendo A MARTELLO la roba nuova.