Contaminazioni sonore
Francesco G. Lugli e Ferruccio Gattuso hanno scritto un romanzo ispirato dai Beatles e dalla leggenda sulla morte di Paul McCartney.
I Beatles. Una delle band più rivoluzionarie e influenti della storia della musica. E mi fermo qui, perchè molto di quello che potrei dire in aggiunta è già stato detto, scritto, filmato e quant'altro.
Anche Francesco G. Lugli e Ferruccio Gattuso, i due autori del romanzo "Il Codice Beatles", si sono lasciati ispirare dal quartetto di Liverpool e in particolare da qualcosa di cui si parla ogni tanto in tv e in rete.
Una storia che nonostante siano passati tanti anni non smette di esercitare un fascino misterioso: la leggenda della morte di Paul McCartney.
Ne ho parlato con Ferruccio Gattuso, giornalista e blogger di Blogosfere (Attenti Al Cine):
Ciao Ferruccio, ci vuoi raccontare la nascita di questo libro?
Nasce dai momenti di tempo libero tra un lavoro e l'altro di due giornalisti free lance non esattamente in una situazione lavorativa esaltante. Nasce da una vecchia mia ossessione di scrivere qualcosa in relazione al caso PID (Paul Is Dead), cioè la leggenda sulla supposta morte di Paul McCartney, uscita nel 1969 ai tempi dell'album "Abbey Road". Da qui, di fronte a una pizza prosciutto e funghi insieme a Francesco Lugli sui Navigli è nata l'idea di scrivere una storia fittizia, e non un saggio. Francesco ha scritto qualche racconto noir e dunque si è pensato ad un'alleanza. Siamo partiti per gioco, poi la cosa sembrava funzionare.
Come è stato scritto?
Il libro è stato scritto in sei mesi, con l'estate di mezzo. Due anni fa nel 2009. Dapprincipio siamo partiti lentamente. Io ero quello più titubante. La vecchia massima che si ripete sempre a noi giornalisti è: tutto ciò che scrivete dopo due giorni finisce a incartare il pesce. E dunque non ci si sente mai pronti a scrivere qualcosa "che resti", come un libro. Da buon pessimista ero convinto che fosse difficile scrivere a quattro mani. Io e Francesco abbiamo deciso di dividerci alcune parti, poi inserivamo a vicenda cose proprie nel testo dell'altro. Ovviamente, le parti più legate alla storia dei Beatles (e anche alla Storia del '900, che emerge qui e là nel racconto), e in riferimento e ai rapporti che potevano esserci tra i protagonisti del mondo Beatles, sono miei. I "quadri" milanesi (Navigli, soprattutto), di vita quotidiana del protagonista e i momenti "noir" si devono più a Francesco.
I Beatles sono una tua grande passione (ovviamente). Quando è scoppiato l'amore per questa band?
Il capitolo 2 del romanzo spiega come il protagonista Fabio, che tra l'altro è un giornalista free lance, sia caduto vittima dell'incantesimo Beatles. Ovviamente, in questa parte vi sono diversi riferimenti autobiografici. Comunque la prima nota dei Beatles l'ho sentita all'età di 6-7 anni, un 45 giri di un'amichetta. Si trattava di "Michelle", lei lo inserì in un magiadischi, d'improvviso mi raggiunse la voce morbida di Paul McCartney. A quei tempi facevo finta di suonare la batteria suonando sui fustini del detersivo Dash, la musica è sempre stata indispensabile nella mia vita. Poi, tornando ai Beatles, a 11 anni (prima media) ho acquistato il mitico 'doppio rosso' dei Beatles, la raccolta "1962-1966". A quel punto ero fottuto. Ipnotizzato. Due anni dopo John Lennon veniva ucciso a New York: stavo entrando al doposcuola nel primo pomeriggio, non sapevo ancora niente. La notizia me la portò un compagno di scuola di cui oggi non ricordo nulla se non l'ingrato ruolo di avermi scioccato.
Visto che sei un giornalista, come ti trovi a 'stare dall'altra parte della barricata'? Ovvero, nel ruolo dell'intervistato...
Imbarazzato. Le interviste sono abituato a farle, e ho sempre come la sensazione di non riuscire a spiegare esattamente ciò che intendo dire. In ogni caso, ho un anticorpo per sostenerle senza eccessivi problemi: non mi prendo sul serio. Questo romanzo è frutto di una scommessa e di una passione per la scrittura condivisa con il coautore Francesco Lugli, ma resta quel che i francesi chiamano un 'divertissement'. E io detesto pure i francesismi (come il protagonista del romanzo), tra l'altro.
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